lunedì 13 dicembre 2010

Termometro in picchiata!!!

• La settimana: l'Inverno bussa alle porte con forza e a più riprese.  Freddo, gelate. Da OGGI primo impulso russo-siberiano. Peggiora sulle adriatiche con neve a bassissima quota. MARTEDI ancora deboli fenomeni, peggiora in Sardegna. MERCOLEDI e sopratutto Giovedì impulsi gelidi da nordest, neve sulle adriatiche, piogge e nevicate a quote basso collinari al sud e Isole, neve fino a 200m sulla Campania, Calabria! e da Venerdì 17/Sabato 18 perturbazione atlantica, neve al centronord !



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sabato 11 dicembre 2010

Focus Sardegna Novembre 2010

Precipitazioni in Sardegna: Novembre 2010


Da citare come maggiore fenomeno su scala continentale la depressione formatasi al largo delle coste occidentali della Francia nella prima decade del mese, i cui effetti hanno determinato importanti accumuli in 24 ore nelle zone occidentali dell'isola.

Un piccolo confronto tra gli ultimi due mesi, peraltro molto didattico, ci mostra come la nostra isola presenti uno spartiacque naturale esteso da nord a sud; i maggiori effetti si presentano in prossimità del massiccio più elevato dell'isola, il Gennargentu: si noti come nel mese di ottobre grandi accumuli interessano i versanti EST del massiccio, mentre a novembre la situazione è opposta.
Nelle figure, rispettivamente, novembre 2010 e ottobre 2010:

Analizzando i valori registrati dai pluviometri, spiccano quasi ovunque i dati dell' 8-9-10 novembre, quando le precipitazioni hanno dapprima interessato l'iglesiente, poi l'oristanese e infine il sassarese: in questi giorni alcuni pluviometri hanno superato i 70 mm/24h (Iglesias, Palmas Arborea e Asuni, Sassari e Ittiri). Di notevole intensità inoltre il nubifragio che ha interessato la zona tra Margine Rosso e Flumini di Quartu la notte del 20 novembre: un episodio limitato a questa zona con il pluviometro di Flumini di Quartu che registra 66 mm in poche ore.

Per quanto riguarda i valori mensili invece accumuli elevati si registrano in prossimità del Gennargentu: la stazione di Su Filariu a 1380 metri di quota registra 354 mm mensili (1/4 dei quali sottoforma di neve), Aritzo supera i 300 mm e Tonara poco meno di 300 e proseguendo a sud-ovest del massiccio Asuni registra quasi 290 mm.
Nel sassarese invece è il pluviometro di Ossi che registra il maggior accumulo, superando i 300 mm, soglia a cui si avvicinano Putifigari e Ittiri.
Anche l'oristanese ha ricevuto una buona quantità di precipitazioni, il capoluogo Oristano raggiunge i 200 mm mensili, Scano di Montiferro 284, Palmas Arborea e Santa Giusta oltre 200.

Sulcis e Iglesiente sono comprese nell'isoieta dei 180 mm con punte di 270 mm a Iglesias e oltre 200 a Carbonia. Il Campidano di Cagliari supera i 100 mm ma il capoluogo isolano non raggiunge questa soglia (93,5mm).

Come dicevamo all'inizio, valori al di sotto dei 100 mm mensili nel Sarrabus, in Ogliastra, nelle Baronie e nella Gallura orientale. Bari Sardo risulta il pluviometro meno piovoso con soli 34 mm caduti nel mese di novembre.

Mappa delle precipitazioni - novembre 2010:



Le dieci località più piovose e le dieci meno piovose dell'isola:
 
Il rapporto cumulato/media più elevato si registra nell'oristanese, iglesiente e sassarese, dove si superano quantitativi doppi rispetto alla media mensile. Sotto la media una stretta fascia della Sardegna orientale, da nord a sud.


Mappa del rapporto cumulato/media:


Le dieci località col rapporto più elevato e quelle col rapporto più basso:


Per quanto riguarda l'anomalia pluviometrica espressa in mm, la macchia violetta al centro della Sardegna compresa tra il Mandrolisai e il Sarcidano rappresenta anomalie superiori ai 150 mm; risultano ben al di sotto della media l'Ogliastra costiera, la zona di Olbia e di Dorgalì.

Mappa dell'anomalia pluviometrica:


Tabelle con gli estremi di anomalia pluviometrica:


Un'immagine dal satellite il giorno 9 alle ore 11, si nota l'imponente struttura ciclonica con minimo di pressione al largo delle coste bretoni (circa 960 hPa): il flusso di ponente generato da questo minimo farà cadere oltre 50 mm nei settori occidenali dell'isola.

Le piogge di novembre sono importanti soprattutto per le specie vegetali di interesse foraggero e di pascolo. Nelle zone occidentali, che avevano registrato accumuli irrisori nel mese di ottobre, la vegetazione è stata risvegliata dalle prime piogge del mese, ma sicuramente in qualche zona l'eccessiva quantità d'acqua ha provocato asfissie radicali. Diversa la situazione nelle zone orientali, dove le foraggere hanno sicuramente sofferto gli scarsi apporti idrici. Buona la situazione in Campidano, le piogge non troppo abbondanti hanno favorito lo sviluppo di un manto erboso consistente, i pascoli invernali sono quindi ben avviati.

Per quanto riguarda le colture ortive, alcuni danni sono stati registrati laddove i quantitativi di pioggia hanno superato i 200 mm mensili; la raccolta delle olive infine ha subito dei rallentamenti a causa dei numerosi giorni di pioggia (in alcune zone oltre 20) registrati durante il mese.
Si ringraziano tutti coloro che hanno fornito i dati per la preziosa collaborazione.
Dario Secci
 

giovedì 9 dicembre 2010

Neve e Gelo in Arrivo sull'Italia

Le correnti miti, che al Sud stanno portando le temperature molto al di sopra delle medie, lasceranno presto il posto a quelle più gelide siberiane. Dopo una prima e marginale incursione polare del prossimo weekend, da lunedì, una sciabolata direttamente dalla Russia dilagherà verso ovest colpendo quasi tutta la Penisola. E quando le correnti vengono da Est, l'Italia rischia di battere veramente i denti.

Il gelo che paralizzerà buona parte dell'Europa non risparmierà l'Italia tra il 13 e il 20 Dicembre. A partire da Lunedi le temperature subiranno un vertiginoso tracollo, anche di 10/12 gradi in meno rispetto a quelli attuali.

Ecco qualche valore che si raggiungerà durante la prossima settimana: -8° a Bolzano e Aosta, -6° a Milano e Torino, -5° a Firenze, Venezia, -2° a Roma. Si potrebbero sfiorare punte di -30° a Livigno e sull'altipiano di Asiago.

La dama bianca potrebbe addirittura presentarsi in pianura, specie tra Romagna ed Abruzzo. La neve sarà possibile a Teramo, Macerata, Ascoli, Urbino e Chieti. Fiocchi bianchi anche su Ancona, Pescara e Rimini. Al Nord inizialmente farà molto freddo ma il tempo risulterà più asciutto. In una seconda fase, verso il 20 Dicembre, le correnti più miti che scorreranno sul cuscinetto gelido, potrebbero riproporre abbondanti nevicate sino in pianura.

Il perpetuarsi di queste configurazioni, sarebbe causato da una bassa attività del sole e dalle anomalie di temperatura dell'Oceano. Tutto questo porterebbe a maggiori incursioni gelide verso l'Europa, entro configurazioni meteorologiche definite in gergo tecnico di blocco.
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La forza del vento nell'economia.

Le previsioni meteorologiche sono diventate da tempo uno strumento in grado di migliorare la programmazione e lo svolgimento ottimale di molte attività umane, dai lavori stagionali agricoli alla fotogrammetria aerea, passando per le immancabili settimane bianche e i week-end al mare; da alcuni anni i modelli hanno iniziato ad essere sfruttati anche nel settore della produzione di energia elettrica, in particolare in relazione alle wind farm che in molti paesi del mondo vengono costruite e connesse alla rete già esistente. Per comprendere la loro importanza è necessario spiegare brevemente il funzionamento della rete elettrica.

Affinché il sistema elettrico funzioni correttamente è indispensabile che la potenza fornita dalla rete sia in ogni istante in accordo con la domanda. L'andamento della domanda può essere stimato a priori su base statistica con ottima approssimazione - errori relativi massimi del 2% - in modo che quando premiamo l'interruttore del televisore la rete sia già pronta a fornire la potenza necessaria; questo è possibile perché stiamo considerando un insieme molto ampio di utenti, e se non saremo noi ad accendere l'elettrodomestico - magari perché siamo fuori a cena - lo farà il nostro vicino, e per il gestore della rete non cambierà nulla. Poiché esiste un'incertezza nelle previsioni del consumo, è necessario che sia sempre disponibile un margine di manovra, cioè delle centrali tenute al di sotto della loro capacità massima oppure in stand-by in grado di variare la loro fornitura in tempi rapidi; inoltre la curva della domanda presenta un andamento variabile tipico durante il giorno, e questo si compensa con variazioni programmate giornaliere su centrali che le permettano oppure dedicando il surplus disponibile al pompaggio dei bacini idroelettrici.

Il prodotto della potenza per il tempo fornisce l'energia erogata o consumata, e integrando la curva della potenza istantanea si ricava l'energia scambiata in un certo intervallo di tempo, ad esempio 24 ore. Sebbene il costo dell'energia dipenda principalmente da quanta ne viene utilizzata e non da come questa richiesta sia distribuita nell'arco delle ore e dei giorni - cioè dall'area dell'integrale e non dalla forma della curva - un sistema elettrico deve essere in grado di soddisfare entrambi i vincoli, quello sul valore istantaneo erogato e sulla quantità complessiva.

L'introduzione di impianti eolici rappresenta una notevole sfida allo schema consolidato di gestione della rete elettrica, nel quale le centrali sono sempre a disposizione dell'operatore; per prima cosa il vento è una grandezza variabile, e poi il luogo nel quale l'installazione risulta conveniente non è necessariamente quello in cui si ha la domanda (si pensi ad esempio agli impianti offshore). Si presentano perciò due problemi, il primo di distribuzione a livello di rete nazionale - o internazionale come per quella europea - del quale non ci occuperemo, e il secondo derivante dalla variabilità intrinseca della risorsa; quest'ultima va esaminata sia in ampiezza sia in velocità di variazione.

Per quanto riguarda il primo aspetto è evidente che in caso di vento troppo debole (o troppo forte) la produzione sarà nulla, per cui l'ampiezza è pari alla totale potenza installata; la connessione di più parchi molto distanti fra loro può parzialmente mitigare il problema ma non eliminarlo. Lo studio della velocità di variazione eseguito su base statistica suggerisce che circa la metà delle variazioni orarie è piccola, pari all'1% della potenza installata, e solo 1 volta ogni 2000 - circa quattro volte all'anno - la variazione supera il 15% della potenza, potendosi arrivare a valori massimi del 50-60% per una wind farm; anche in questo caso l'analisi di aree via via più estese mostra una diminuzione progressiva dei valori. Va tenuto presente che le cifre indicative riportate si riferiscono ad intervalli orari, potendosi misurare su tempi più brevi velocità di variazione molto maggiori.

Nell'ottica previsionale la quantità di potenza fluttuante così come la sua velocità di variazione sono quindi valori importanti per il gestore di rete perché danno indicazioni su quante centrali debbano essere tenute a disposizione, e quanto rapida debba essere la loro velocità di risposta ai comandi dell'operatore.

Le previsioni di breve termine, definite per un orizzonte temporale che va dalle 9 alle 48-72 ore, che sono le più importanti in un'ottica economica; quelle a brevissimo termine - da 3 a 9 ore - possono al momento avvantaggiarsi molto poco dei modelli meteorologici e si basano principalmente su metodi statistici di tipo autoregressivo a media mobile, mentre quelle a medio termine rivestono interesse per l'organizzazione delle operazioni di manutenzione di centrali e linee elettriche.

Prendendo in esame una rete di dimensione nazionale, i passi da seguire per arrivare ad una stima della produzione elettrica prevedono per prima cosa l'utilizzo di un modello meteorologico per ricavare la velocità del vento ad un'altezza stabilita, poi di un sistema per la conversione di questo dato in una potenza, e infine l'estensione di questo risultato - ottenuto in alcuni punti geografici opportunamente scelti - all'intera rete in esame. La caratteristica principale del primo passaggio è quella di essere computazionalmente molto impegnativo rispetto agli altri due: tipicamente sono necessarie ore per ottenere un output dai modelli numerici di previsione (Numerical Weather Prediction), mentre i passaggi seguenti necessitano di minuti.

Lo sfasamento temporale complessivo delle previsioni è però molto maggiore del solo tempo di calcolo, in parte a causa del limitato numero di run dei modelli - da 2 a 4 al giorno - ma soprattutto perché il gestore della rete elettrica necessita di un congruo anticipo per l'organizzazione dei carichi, e impone limiti di tempo entro i quali deve terminare la raccolta di informazioni sulla produzione di energia. Solitamente le previsioni per il cosiddetto "mercato del giorno prima" riferito alla giornata di domani devono essere pronte entro le 12.00 di oggi, e quindi avremo già 36 ore di distanza; se ammettiamo che il modello meteorologico sia partito a mezzanotte (ma con dati di partenza ancora più vecchi), arriviamo a 48 ore circa, che in caso di week end raddoppiano raggiungendo le 96.

I risultati ottenuti su scala globale possono successivamente essere usati come input per i LAM a scala ridotta (WRF, RAMS, MM5 e HIRLAM solo per citare alcuni fra i più usati), nei quali si tengono conto delle caratteristiche quali topografia, stato del terreno e presenza di vegetazione su una griglia di calcolo più fitta rispetto ai modelli globali; i LAM lavorano su più livelli nidificati, ma il tempo di calcolo è determinato dalla maglia a dimensione minore ed è dell'ordine di un centinaio di minuti. Alcuni dei modelli dispongono di opzioni (switch) che permettono la scelta del metodo numerico per la risoluzione delle equazioni o l'uso di un particolare schema fisico fra varie opzioni presenti, come per la convezione e la radiazione su onde corte e lunghe; è richiesto quindi un certo grado di conoscenza della letteratura meteorologica per sfruttarli al meglio, tuttavia un piccolo gruppo di persone è in grado in poche settimane di ottenere un sistema funzionante.

Una volta ottenute velocità e direzione del vento bisogna ricavare la potenza, seguendo un approccio di tipo fisico oppure statistico. Nel primo caso si ricorre a programmi che tengono conto degli effetti di schermatura e delle caratteristiche degli aerogeneratori (ad esempio WAsP); in alternativa si ricorre a sistemi basati su reti neurali (NNs) o logica fuzzy, il cui vantaggio è che sono in grado di migliorare l'output in base ai risultati pregressi, ma necessitano al contempo di una base dati di partenza ampia e di una fase di addestramento. L'ultimo passaggio consiste nel calcolare la capacità di produzione di un'intera rete, cosa che si può ottenere o in modo diretto per ogni wind farm - con un metodo di forza bruta che però è spesso troppo gravoso per la capacità degli elaboratori - oppure calcolando in modo indiretto il totale a partire da un certo numero di parchi eolici di riferimento ed estendendo i risultati con metodi statistici all'intera rete.

Il motivo per il quale una buona previsione è importante si comprende osservando l'andamento tipico della potenza prodotta da una turbina al variare della velocità del vento. Al di sotto di un certo limite - in genere attorno ai 3 m/s - non si ha alcuna produzione, poiché la spinta sulle pale esercitata dall'aria è troppo bassa, mentre oltre i 15 m/s la produzione è stabile e pari al valore nominale della macchina (fino a circa 25 m/s, oltre i quali l'aerogeneratore viene arrestato); eventuali errori in questi intervalli non hanno alcuna ripercussione. Nel tratto centrale invece la produzione dipende da una legge fortemente non lineare (varia con il cubo della velocità) e quindi anche piccole imprecisioni possono comportare l'applicazione di pesanti penali economiche che vanno pagate sia per sottostime sia per sovrastime. E' interessante notare che una situazione critica si verifica quando si è molto vicini al limite superiore di funzionamento delle turbine, perché oltrepassandolo si producono improvvise cadute di erogazione derivanti dalla messa in sicurezza del generatore.

Il risultato finale di un modello consiste sostanzialmente in una cifra ben precisa che rappresenta una stima della potenza che verrà prodotta. Recentemente gli sforzi della ricerca si concentrano sulla possibilità di ottenere anche degli scenari probabilistici, cioè di fornire degli intervalli di confidenza al valore puntuale; questo tipo di analisi diverrà sempre più importante all'aumentare della percentuale di penetrazione dell'energia elettrica prodotta dall'eolico sul totale.

Un breve cenno merita infine l'accuratezza dei modelli odierni. Le variabili da considerare sono numerose: disposizione geografica della wind farm, numero delle stesse (per previsioni regionali), orizzonte temporale preso in esame, ma in linea di massima è possibile restare all'interno di una banda -5/+5% per oltre il 90% delle situazioni. Gli errori più frequenti dipendono non tanto da stime scorrette della velocità del vento in relazione ad un preciso stato termodinamico, quanto da errori di sfasamento temporale associati a cambi della circolazione atmosferica; in quest'ambito la ricerca meteorologica ha spazi per notevoli miglioramenti.
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martedì 7 dicembre 2010

VENERDI' 10 TORNERA' L'INVERNO!


VENERDI' TORNERA' L'INVERNO, quanto diminuiranno le temperature?

Lunedì, 6 dicembre 2010 ore 15:28
Con l'ausilio del Modello GFS-Special analizziamo gli scarti termici tra le ore 06Z di oggi e le 18Z di venerdì prossimo. L'aria fredda irromperà in Italia accompagnata da intensissime correnti settentrionali. Le differenze di temperatura saranno notevoli, soprattutto nelle regioni del medio versante Adriatico, al Sud e nelle due Isole. Si arriva addirittura a 12-13 gradi in meno rispetto alla situazione di partenza. Il Nordovest, per via del foehn, registrerà locali aumenti salvo le aree alpine e la Liguria.

domenica 5 dicembre 2010

FOCUS SARDEGNA

Il maltempo di ieri ha portato sulla Sardegna le prime nevicate a quote relativamente basse. La quota neve si è attestata attorno ai 700-800 metri, regalando più che altro una coreografica scenografia invernale, che mancava dallo scorso inverno. Gli accumuli al suolo sono infatti risultati piuttosto modesti e solo sopra i 1000 si può parlare di uno strato di 10 cm di neve. Potremo però definire questa fiammata invernale, come un fuoco di paglia. Le temperature sono infatti destinate ad aumentare a partire da domani sera e la neve verrà spazzata via in breve tempo, durante la prossima settimana, pure dalle alte quote.
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Ecco la situazione a 1400 metri nei pressi di S'Arena, versante desulese del Bruncu Spina.
Tuttavia quella in arrivo sarà una notte da inversione termica, molto fredda per tutta l’isola. Il velo di aria fredda, depositato in queste ore al suolo avrà, durante la prossima notte, le condizioni giuste per disperdere calore in prossimità del suolo, portando gelate piuttosto diffuse nelle vallate intere e in montagna.
Ma gustiamoci le migliori fotografie nevose giunte nei vari forum di meteorologia.
Cominciamo da una bellissima fotografia del Linas, realizzata da Daniele Sanna:
















Segue una delle tante splendide cartoline che ci regala la webcam di Tonara:
















Meno dettagliata di quella di Tonara, ma anche la webcam di Fonni sa regalare bellissimi paesaggi invernali:















Un piccolo reportage del Bruncu Spina fonnese (foto di Robert Oristano):
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ALPI inizia la stagione dello sci

Sabato, 4 dicembre 2010 ore 18:16
Diversi impianti di montagna hanno inaugurato o stanno per inaugurare la loro stagione invernale, complici le abbondanti nevicate degli ultimi giorni. Piste prese d'assalto in questo week-end, già oggi soprattutto laddove si è imposto il sole. Lunghe code in Valtellina ed al Sestriere

ALTOPIANO DI ASIAGO sommerso di neve

Sabato, 4 dicembre 2010 ore 18:11
Tanta neve fresca sul vicentino: in nottata si sono avute forti precipitazioni, che hanno ulteriormente rimpinguato l'altezza del manto nevoso sui rilievi fino a quote relativamente basse. In alcune zone la neve arriva persino a 2 metri d'altezza. Tutto era iniziato lo scorso 26 novembre, con le prime nevicate a bassa quota cadute fino in pianura: il filmato in alto (tratto da youtube) è stato girato proprio lo scorso 26 novembre a Montorso Vicentino, sulla Valle del Chiampo.

GELO IN EUROPA non solo i record cadono come birilli

Sabato, 4 dicembre 2010 ore 18:05
Purtroppo in diverse zone del Continente Europeo la situazione è davvero drammatica con gravi ripercussioni sui trasporti letteralmente paralizzati e purtroppo cresce continuamente di giorno in giorno il numero delle vittime: vi sarebbero almeno 60 vittime connesse all'intensa fase gelida in atto ormai da svariati giorni. Il Regno Unito risulta fra le aree più penalizzate dal grande gelo, soprattutto perchè di rado le temperature, anche nel cuore dell'inverno, giungono a toccare i valori polari toccati in questi giorni. Una scarsa abitudine al gelo ed al ghiaccio può portare a delle conseguenze come quelle che possiamo apprezzare nel filmato (trattato da youreporter), posto solo per sdrammatizzare quella che è una situazione che vede molte zone del Continente davvero in ginocchio per il grande gelo, destinato fortunatamente ad un lieve addolcimento nei prossimi giorni.

VIDEO NEVE una notte di fiocchi sul bresciano

Sabato, 4 dicembre 2010 ore 17:58
L'area del bresciano è stata fra le zone della Lombardia maggiormente interessate nella scorsa notte da precipitazioni nevose di un certo rilievo fino in pianura. Un frammento dell'evento nevoso lo possiamo apprezzare dal filmato in alto, tratto da youtube.

Settimana mite

Il freddo cederà il passo a correnti più miti. Fino a Lunedì saremo infatti ancora interessati dalle ingerenze fredde un po' su tutta la Penisola, ma nella prima parte della prossima settimana potremmo godere di una fase più mite e in parte soleggiata quantomeno al Centrosud, che sperimenterà così di una breve tregua, mentre il Centronord risentirà maggiormente del flusso umido atlantico con tempo più uggioso, anche se non proprio perturbato, e qualche schiarita in più al Nordovest. E anche il Meteo per l'Immacolata dovrebbe seguire questa linea, con piogge al Nord e gran mitezza al Centrosud. Ma attenzione, che il freddo potrebbe tornare alla carica già dal 9 Dicembre, interessando tutta l'Italia, anche il Sud, entro la fine della prossima settimana.

L'assetto circolatorio europeo per il momento subirà grosse modifiche; tuttavia una maggiore ingerenza delle irruzioni fredde sull'Atlantico, stimoleranno richiami più temperati in risalita dal Mediterraneo verso l'Europa centrale, con target primario Iberia, bassa Francia, Balcani e naturalmente l'Italia. Proprio sulla nostra Penisola avverrà infatti tra Lunedì e Mercoledì una sventagliata di aria piuttosto calda per il periodo, di diretta estrazione nord africana, alimentando un relativo campo di alte pressioni al Centrosud ( temporaneo! ). Il rialzo termico si farebbe sentire un po' ovunque, persino sulle Alpi ove occorrerà prestare molta attenzione per il pericolo valanghe. Piuttosto freddo ancora nei bassi strati invece al Nord sebbene non come ai livelli attuali, stante il ristagno di nubi e umidità nei bassi strati, alimentati dal flusso umido sud-occidentale atlantico più attivo sull'Europa centrale, ma con marginale interessamento anche del Centronord. Se le temperature al Sud in questi giorni non hanno battuto i record stagionali, è probabile che questo possa avvenire tra Martedì e Mercoledì quando i cieli si presenterebbero anche liberi da una significativa nuvolosità e si potranno raggiungere punte di 23-25°C.

By 3bmeteo.it



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